giovedì 12 dicembre 2013

Analogico VS Digitale nell'illuminazione

Si avvicina il periodo natalizio ed ora più che mai sento forte il tema dell'analogico e digitale nell'illuminazione.

L'aggiornamento continuo della tecnologia ci ha portato, nel bene e nel male, a trasformare tutto ciò che era analogico in digitale, ma vediamo cos'è in realtà l'analogico e il digitale:

"Per analogico si intende un sistema in cui una quantità fisica continuamente variabile (ad esempio, l'intensità di un'onda audio) viene rappresentata da un'altra (ad esempio, la tensione di un segnale elettrico) nel modo più fedele possibile. È il sistema dell'imitazione, dell'opposizione originale/falso, dell'imprecisione. È digitale invece un sistema o dispositivo che sfrutta segnali discreti per rappresentare e riprodurre segnali continui sotto forma di numeri o altri caratteri. È l'universo nel quale le informazioni vengono rappresentate da stringhe di 0 e 1, attivo/inattivo, alto/basso, vero/falso. L'analogico che, come spiega la parola stessa, tende ad evidenziare il legame che esiste tra i fenomeni, secondo grandezze continue che subiscono progressive trasformazioni, è custode e testimone del tempo, della tradizione; il digitale è invece il regno dei caratteri discreti, discontinui, un mondo dove le cose non avranno sfumature. Saranno 0 o 1, dentro o fuori, bit o non-bit.
Nella parabola della sofisticazione di ciò che si ha intorno, non si inscrive solo un processo di miglioramento tecnologico, ma trovano spazio i geni nuovi di un cambiamento e di un ripensamento dell'intero modo di concepire il reale, le sue cose e gli usi che ne facciamo. Il passaggio dall'analogico al digitale non riguarda solo ed esclusivamente il mondo della tecnologia ed i suoi fruitori, non solo i massmediologi e quanti, in questi anni, si sono occupati di vecchi e nuovi media. Parlare di analogico e digitale, in fondo, significa oggi parlare delle due esclusive modalità di produzione e fruizione del flusso comunicativo (o forse, delle più importanti categorie di gestione e comprensione della realtà)." (fonte Wikipedia)

Questa diversità è sentita fortemente nel settore musicale, dove vi sono i due schieramenti: chi predilige l'analogico, quindi il vinile, e chi predilige il digitale e quindi i CD MP3. E' sentita anche nel settore Televisivo, a partire dalla costruzione delle TV con tubo catodico e quelle a LCD e Plasma, a finire dalla trasmissione dei programmi prima in analogico e poi in digitale con tutti i suoi pregi e difetti.
A questo punto mi sembra ovvia la domanda: "ma che c'azzecca l'analogico e il digitale nell'illuminazione? come può essere una lampada analogica o digitale?"
Domanda più che legittima, ma a breve avrete la risposta, prima parliamo un po' dei vari tipi di illuminazione.
Nel 1880 Thomas Edison e Joseph Wilson Swan brevettano la lampada ad incandescenza con filamento di carbonio, quasi come la classica lampada ad incandescenza che era in circolo fino a qualche anno fa.
Nel 1962 viene immesso sul mercato il primo diodo a luminescenza rossa, sviluppato dall'americano Nick Holonyak, ma solo nel 2010 viene utilizzato per la costrizione delle modernissime lampade a LED.
Vi sono altri tipi di lampade come quelle a scarica e a fluorescenza, ma mi soffermerò alle due tecnologie riportate sopra perché rappresentano per me gli antipodi: l'analogico (lampada a incandescenza) e il digitale (LED).
Ebbene si, la classica lampada ad incandescenza, per sua natura costruttiva, "illumina" quando viene fatta attraversare corrente su un filamento di tungsteno; questo passaggio di corrente, per effetto Joule, riscalda il filamento il quale diventa incandescente emettendo radiazioni visibili del bel colore caldo giallastro. Il filamento però non si illumina istantaneamente, ma gradualmente; allo spegnimento, invece, il filamento si raffredda pian pianino diminuendo gradualmente la sua intensità luminosa regalando quell'effetto "analogico" della classica lampadina. 
Il LED (sigla inglese di light emitting diode) invece è un diodo a emissione luminosa; è un dispositivo optoelettronico che sfrutta le proprietà ottiche di alcuni materiali semiconduttori per produrre fotoni attraverso il fenomeno dell'emissione spontanea ovvero a partire dalla ricombinazione di coppie elettrone-lacuna. Per la sua natura il LED si illumina e passa istantaneamente quindi dallo stato di OFF allo stato di ON, dallo stato 0 (ZERO) allo stato 1 (UNO). Ed è per questo che per me è "digitale".
Io amo spassionatamente le lampade analogiche perché regalano quella luce calda, accogliente e graduale alla quale sono sempre stato abituato fin da piccolo. Non c'è niente di meglio che accendere una lampada e ricevere una luce che gradualmente arriva al suo valore massimo. Naturalmente quest'effetto "graduale" dura soltanto qualche millesimo di secondo, ma quanto basta per essere piacevolmente accogliente; allo stesso modo avviene lo spegnimento: gradualmente vedrai affievolire la luce. Il LED? avete mai provato a fare attenzione alle nuove automobili e scooter con le luci dei freni a LED? Esse passano dalla massima potenza, quando viene premuto il freno, a ZERO senza che tu possa neanche accorgertene. Spesso mi sono domandato se è stata la mia impressione aver visto frenare la macchina difronte. 
Vogliamo parlare delle lampade natalizie poi?! Beh, non ho mai visto un bell'albero di Natale senza le mie amate "lucciole analogiche", delle piccole lampadine ad incandescenza che riescono sempre a farmi fermare qualche istante per vederle luccicare e accendersi e spegnersi gradualmente, con un'effetto irresistibile. Le lucciole a LED?! una emerita ciofeca, sono psichedeliche e mi trasmettono poco la sensazione di calore, le vedo più per una discoteca che per un albero di Natale.
E con ciò?! buttiamo il LED, torniamo a consumare un mare di energia sprecandola in calore?! NO. Però si può cercare di rendere il digitale un po' più analogico.
Per quanto riguarda la musica agli esordi della digitalizzazione molti fedeli del vinile erano contrarissimi al CD perché non rappresentava fedelmente la musica. Questo perché le tecniche di digitalizzazione erano ancora agli esordi e non si riusciva a campionare molti bit al secondo. Oggi, grazie alle migliori tecnologie, è tutto cambiato e molti audiofili preferiscono i CD/MP3 al vinile che si trascina dietro il fruscio della puntina sul disco.
Naturalmente, il digitale ha portato molti vantaggi anche sulle trasmissioni televisive, come ad esempio il maggior numero di canali, molti dei quali in HD, ma anche sulla tecnologia costrittiva dei televisori i quali sono molto più sottili e consumano anche meno.
Nelle lampade il "digitale" ha diminuito drasticamente i consumi riducendo anche l'energia persa in calore. Ciò non toglie il fatto che potrebbero essere "meno digitali" introducendo un sistema di accensione e spegnimento graduale nelle lampade, mantenendo il classico colore caldo che per il LED è spesso indicato come "warm white".
Forse sarò un tipo nostalgico, lo ammetto, ma l'atmosfera analogica ha sempre un certo quid in più!


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